I Dottori Agronomi e Forestali della Campania lanciano un grido di disperazione per il Parco Nazionale del Vesuvio andato in fumo!

di Walter Nardone

 

Il Parco Nazionale del Vesuvio si estende su un’area che comprende ben tredici comuni dell’hinterland napoletano, con una popolazione di circa 350.000 abitanti. Nel suo interno essenze vegetali, specie animali e reperti geologici di grande valore scientifico, culturale ed ambientale.

I Dottori Agronomi e Forestali, da sempre impegnati nella tutela dei boschi, delle foreste, del paesaggio, ed, in genere, dell’ambiente, oggi rimangono esterrefatti per le immagini trasmesse dagli organi di informazione: il parco, meta di escursionisti, appassionati, turisti, studiosi, fino a qualche decina di giorni fa, è oggi ridotto in cenere, con scheletri di alberi e di animali carbonizzati.

Un patrimonio dell’umanità incenerito!

Dei personaggi senza scrupoli hanno distrutto un patrimonio naturale di valore inestimabile!

Perché questo? Per il vile denaro? Per la miopia di qualche imprenditore senza scrupoli?

L’attenzione verso l’ambiente e i cambiamenti climatici, dopo la conferenza di Parigi, è diventata ancora più stringente, come testimoniato, tra l’altro, anche dalla Regione Campania che, nel P.S.R. 2014/2020, ha inteso favorire uno sviluppo sostenibile del settore agroalimentare attraverso un miglioramento delle condizioni ambientali del territorio. E questo tramite misure volte al sostegno, ripristino, conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e fauna selvatiche, interventi tesi al miglioramento del paesaggio. Tali azioni, nel tempo, consentiranno di migliorare la “nostra Terra” al fine di poter lasciare ai nostri figli un pianeta migliore, più vivibile!

Tutto ciò, quindi, per il bene della collettività!

I Dottori Agronomi e Forestali della Campania hanno sempre ritenuto di essere tra i principali custodi dell’ambiente e, probabilmente, alcuni di noi erano già alle prese con la stesura di progetti di miglioramento o di realizzazione di sentieri utili per rendere maggiormente fruibili le aree del parco.

Anche questo lavoro, probabilmente, è andato parzialmente perduto!

Il grido di disperazione della categoria è legato al fatto che, nonostante il rimboccare delle maniche e la massima disponibilità, ci vorranno decenni  affinchè le aree percorse dal fuoco potranno rinaturalizzarsi.

Ovviamente lo spunto per scrivere queste righe di denuncia è venuto dall’incendio che ha interessato il Vesuvio (la fotografia utilizzata sul portale, è stata scattata dal collega Ciro Palomba), ma  roghi sono in tutte le province campane e in ampi territori del resto d’Italia.

Complice la siccità determinata da un lungo periodo in assenza di precipitazioni piovose, le campagne aride della nostra Penisola rappresentano un comodo innesco per incendi dolosi o provocati dall’incoscienza della gente.

Il nostro compito di tecnici è di suggerire agli imprenditori agricoli e forestali di contenere le erbacce e creare delle fasce tampone lavorate, in modo da interrompere l’eventuale corsa del fuoco, tenere pulito il sottobosco, essere sempre in allerta e “seminare” il senso civico tra le persone che ci circondano in modo da diffondere sempre più quel sentimento di rispetto dell’ambiente!

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