Verso il Congresso Nazionale

A cura di Walter Nardone

 

Carissimi Colleghi,

 

dal 5 all’8 luglio, nella verde e martoriata Umbria, a due anni dal Congresso Mondiale, organizzato nell’ambito di Expo, e a quattro anni dall’ultimo congresso nazionale di Riva del Garda, si terrà il XVI Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.

 

Il titolo della manifestazione è: “La fattoria globale del futuro 2.0 – La valorizzazione delle aree interne e la ricostruzione sostenibile”.

 

Il programma vede la possibilità di partecipazione dei congressisti a diversi tavoli di lavoro: Suolo, biodiversità e paesaggio: capitale naturale per un governo del territorio sostenibile e duraturo; Disastri e Prevenzioni: pianificazione, competenze e buone prassi di gestione; Agricoltura, arboricoltura, forestazione urbana: produrre cibo e servizi ecosistemici nelle città del futuro; Formazione universitaria, formazione professionale continua, innovazione e ricerca professionale: i nuovi paradigmi della professione; Sviluppo rurale e zootecnia nelle aree interne; Selvicoltura e servizi ecosistemici delle aree interne; Previdenza e professione: sicurezza e sviluppo professionale; Dall’esperienza di EXPO2015 alla I triennale internazionale dell’agronomia: la Carta Universale dell’Agronomo e il Campus Internazionale della Sostenibilità.

 

Sono tutti forum di particolare interesse per la nostra professione ed il fatto che il Congresso si svolga in una delle regioni colpite dagli ultimi eventi sismici vuole essere un modo per continuare a tenere accesi i riflettori dell’opinione pubblica sulle fasi della ricostruzione e del rilancio dell’economia delle aree interne del Centro Italia. Del resto sappiamo bene che nel nostro paese, una volta passata la fase di stretta emergenza, i governanti dimenticano le priorità del paese: sviluppare adeguati processi di pianificazione del territorio, cercare di prevenire, lì dove è possibile, i disastri ambientali, senza dimenticare il ruolo della vegetazione urbana e forestale nella difesa dell’ambiente e nel ridurre i processi di cambiamento climatici in atto.

 

Tutto questo, ovviamente, è possibile se i professionisti di oggi e del futuro sono adeguatamente formati presso le Università e il percorso di approfondimento continui nel corso della vita professionale attraverso una formazione che serva ad innovare e tenere al passo con i tempi le conoscenze acquisite.

 

Al ritorno vi aggiorneremo ……..

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